Alla vigilia della gara di andata valida per gli ottavi di finale, nel calcio dilettantistico, la Coppa Italia è spesso vista come un “di più”, un impegno in più nel fitto calendario tra campionato e allenamenti. Ma chiunque abbia seguito davvero questa competizione sa che non è così. Anzi, la Coppa Italia Dilettanti è una vera e propria cartina di tornasole, una competizione che non ammette distrazioni e che, proprio per questo, merita il massimo rispetto. (continua a leggere…)

Da addetto ai lavori e appassionato di calcio calabrese, ho imparato che il vero carattere di una squadra si vede proprio nelle coppe. Non ci sono calcoli, non ci sono seconde possibilità, ogni errore si paga a caro prezzo. I gironi eliminatori sono stati un antipasto, ma ora, con la fase a eliminazione diretta, il gioco si fa duro. Non conta solo la qualità tecnica, ma anche la forza mentale, la capacità di resistere alla pressione e di non sottovalutare mai l’avversario.

Gli ottavi di finale che si giocheranno domani sono l’esempio perfetto di ciò che intendo. Non è un caso che ci siano incroci tra formazioni di Eccellenza e Promozione. La storia del calcio è piena di “Davide contro Golia” e questa Coppa ne è una degna rappresentazione. Chi pensa che una squadra di Promozione sia un avversario facile commette un errore madornale. Questi ragazzi hanno una fame, una voglia di emergere che spesso sopperisce a una minore qualità tecnica. E le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ma anche tra squadre della stessa categoria non mancano i colpi di scena. Le rivalità storiche, i derby e le sfide tra dirette concorrenti in campionato rendono ogni match un evento a sé stante. Chi vince non solo avanza nel torneo, ma guadagna anche un’importante iniezione di fiducia per il proseguo della stagione. Chi perde, invece, deve leccarsi le ferite e ritrovare subito la concentrazione per il campionato. Ci sono poi i “casi limite”, società costrette a giocare le partite definite casalinghe cercando ospitalità in altri contesti viciniori. È il caso del Cassano Sybaris, si perché ora è seriamente “un caso”. Elemosinare a spron di telefonate un terreno di gioco per portare in giro il nome della città comincia ad essere strano ma dedicheremo a parte un approfondimento specifico. (continua a leggere…)

Ma torniamo alla Coppa Italia, non si dimentichi che resta sempre un inno alla passione e all’onore sportivo. Non ci sono premi milionari in palio, ma la gloria di alzare un trofeo se la dovesse vincere una squadra di Promozione o di rappresentare la propria regione a livello nazionale se la stessa venisse conquistata da una società di Eccellenza. Ecco la stranezza, gli appartenenti all’Eccellenza lottano perché aggiudicandosi quella calabrese, la stessa aprirebbe le porte a una serie di altre gare interregionali che, vincendo, consentirebbe l’accesso alla categoria superiore, la Serie D. Per le società di Promozione, resta il trofeo per arricchire la propria bacheca e stop, non consentendo l’accesso all’Eccellenza. E allora la Coppa Italia Dilettanti è il palcoscenico dove i sogni si scontrano con la realtà e dove solo ogni singolo giocatore, dal titolare alla riserva, ha l’opportunità di lasciare il segno. Quindi, quando domani le squadre scenderanno in campo, non pensate a una semplice partita infrasettimanale. Pensate a un’occasione per dimostrare carattere, per lottare su ogni pallone e per onorare la maglia che si indossa, perchè no, sperare in una chiamata di categoria superiore. Perché la Coppa Italia Dilettanti non è un fastidio, ma un’opportunità. E come tale va affrontata, con il massimo impegno e rispetto, qualcuno per la categoria superiore, qualcun altro per la gloria.

 

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