Un episodio senza precedenti ha segnato il campionato calabrese di Calcio a 5 di Serie C2, Girone A, lo scorso sabato 15 novembre. Durante l’incontro tra la squadra di casa, il BFB Rovito, e la Polisportiva Cassano All’Ionio, il presidente della squadra ospite Francesco Di Bello è sceso in campo con un ordine clamoroso, fermare il gioco e consegnare la vittoria agli avversari. L’atto di protesta è maturato nel corso della partita, quando la direzione di gara è stata ritenuta dai dirigenti del Cassano All’Ionio “discutibile”. Secondo le testimonianze raccolte poichè l’ufficialità è stata interrota per il “silenzio stampa” della società, dopo una serie di decisioni contestate, il presidente del club ospite avrebbe intimato ai propri giocatori, i calcettisti della Polisportiva Cassano All’Ionio, di cedere il possesso del pallone al Rovito e di smettere completamente di giocare.

I giocatori, pur restando in campo e non abbandonando la gara, sono rimasti immobili in attesa del fischio finale, permettendo di fatto al BFB Rovito di concludere l’incontro indisturbato. La scelta, senza dubbio estrema, sarebbe stata motivata non solo dalla contestazione arbitrale, ma anche dal timore che la situazione potesse degenerare in risse o altri gravi episodi di violenza, che spesso macchiano le cronache sportive locali, specialmente dopo decisioni molto contestate.

Al momento, la società della Polisportiva Cassano All’Ionio, su espressa disposizione del presidente Di Bello, ha imposto un rigoroso silenzio stampa, non verranno rilasciate dichiarazioni fino alla pubblicazione del comunicato ufficiale del CR Calabria con le decisioni del Giudice Sportivo che saranno fondamentali per comprendere le eventuali sanzioni e le motivazioni dettagliate dietro a questo gesto di protesta radicale. Gli sviluppi della vicenda sono attesi con ansia, non solo nel Girone A della C2, ma nell’intero panorama del futsal regionale.

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