Il Cassano Sybaris sta vivendo un momento di grande fermento, non solo sul campo da gioco, ma soprattutto al di fuori, con un’iniziativa che mira a stringere un legame indissolubile con la comunità locale attraverso una sottoscrizione volontaria ispirandosi all’azionariato popolare. Questo progetto ambizioso, proposto alla città delle Terme, incarna lo spirito più autentico dello sport, quello che vede la squadra non solo come un gruppo di atleti, ma come un patrimonio condiviso. Non si tratta solo di un sostegno economico ma di un vero e proprio investimento emotivo che rafforza il senso di responsabilità collettiva e l’attaccamento ai colori sociali. Ogni singolo contributo, per quanto minimo, diventa un tassello fondamentale di un mosaico più grande, dimostrando che anche una piccola goccia può formare un oceano. A frenare l’entusiasmo per questa promettente iniziativa è una preoccupazione non da poco che tiene banco sui marciapiedi della città. Le critiche condizioni del terreno di gioco dello stadio comunale, a poco più di due anni dall’installazione di un manto in erba naturale, rendono la situazione tutt’altro che idilliaca. Il campo è oggi paragonabile a un deserto, un’immagine desolante che spegne le speranze di una pronta ripresa. La possibilità di una nuova risemina è sul tavolo, ma porta con sé il dubbio, quasi una spada di Damocle, sulla sua effettiva riuscita. L’investimento precedente non ha dato i frutti sperati, e questo genera scetticismo e incertezza. La gravità della situazione è stata evidenziata durante un recente incontro tra la dirigenza del Cassano Sybaris e i tifosi, a cui ha preso parte anche una rappresentanza della nuova amministrazione comunale. L’appello lanciato è stato chiaro e accorato, inderogabile e necessario, serve un intervento urgente e risolutivo per ripristinare la funzionalità del terreno di gioco. Il rischio, tutt’altro che remoto, è quello di dover traslocare le proprie attività in altre strutture sportive della zona, con un conseguente disagio per la squadra, i tifosi e l’intera comunità. Questo significherebbe perdere il “fattore campo” e, in un certo senso, anche parte di quell’identità territoriale che l’azionariato popolare sta cercando di rafforzare. La palla, ora, passa all’amministrazione comunale, chiamata a dimostrare la propria vicinanza e il proprio impegno concreto per il futuro del calcio a Cassano.

 

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