Il momento più buio della stagione dei bizantini è coinciso con l’ottava giornata, il match casalingo contro il Trebisacce, vinto dagli ospiti per 0-4, ma segnato da episodi inaccettabili che ha portato a pesanti conseguenze disciplinari. Durante il secondo tempo, sul risultato di 0-4 (a risultato ormai acquisito a favore degli ospiti) la tensione è degenerata. Secondo le informazioni raccolte, il lancio di oggetti contundenti non è avvenuto dall’interno delle tribune di casa, bensì dall’esterno dello stadio “Stefano Rizzo”, con pietre e bottiglie che sono state indirizzate verso il settore occupato dai sostenitori del Trebisacce. Una donna al seguito del Trebisacce è stata colpita alla testa da un sasso, riportando un trauma che ha richiesto cure mediche urgenti. La partita è stata sospesa per oltre dieci minuti prima di riprendere. 

La società ha reagito con un comunicato netto, prendendo immediatamente e formalmente le distanze dagli autori del gesto e sottolineando «Ci dissociamo da chi ha infangato il nostro nome»“. Il club ha ribadito che il suo impegno si estende alla legalità e alla promozione di valori sociali ed educativi condannando l’atto l’atto ed esprimendo solidarietà al Trebisacce e alla donna ferita specificando che certi atti, compiuti da “fuori”, non rappresentano la vera passione rossoblù. Il Sindaco Flavio Stasi ha definito l’accaduto come una “Pagina vergognosa”, affermando che “Si è superato il segno”. Stasi ha espresso profondo rammarico per lo “spettacolo intorno agli spalti” e ha esortato la comunità a isolare i violenti, poiché “I tifosi veri non meritano di subire queste scene”. Nonostante l’estraneità della società ai gesti e l’origine esterna del lancio di oggetti, la Rossanese è stata sanzionata in quanto società ospitante, responsabile dell’ordine pubblico all’interno e nelle immediate vicinanze dell’impianto sportivo con una ammenda di € 1.000,00 oltra alla squalifica del campo per una gara intera da disputare a porte chiuse. Ora, atteso che è cosa nota che “offrire” una squadra di calcio a una comunità è solo una spesa alimentata da una passione, quanto è gratificante far pesare le proprie sconsiderate gesta sul bilancio societario? Non ci meravigliamo poi che ogni anno diminuiscono questi “eroi”, demotivati da atteggiamenti poco consoni allo sport. Ecco, dunque, che questi provvedimenti sottolineano la necessità di un impegno ancora maggiore in termini di sicurezza e prevenzione, affinché gli atti di violenza, da chiunque e da qualsiasi luogo provengano, non compromettano il calcio dilettantistico e le società che si spendono per la legalità.

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