Il cielo rossonero si tinge di speranza e adrenalina. L’Acri rompe gli indugi e, dopo un avvio di campionato ben al di sotto delle aspettative, ha dato il via alla rivoluzione in panchina. Dieci giornate di passione e sofferenza, culminate con il 2-2 interno contro lo Scalea, sono state il segnale inequivocabile, serviva una scossa. La società del presidente Terranova ha deciso di interrompere il rapporto con mister Emilio Guido.
Bilancio amaro: 8 punti e l’incubo play-out – Il cammino di Guido è stato oggettivamente travagliato. Solo 8 punti in 10 partite, frutto di troppi ostacoli incontrat tra infortuni pesanti che hanno decimato la rosa, espulsioni che hanno complicato le domeniche e un organico che, fino a oggi, è sembrato ancora in fase di rodaggio. La classifica però è impietosa, l’Acri è precipitato in piena zona play-out, un incubo da cui uscire al più presto.
Il mister delle “missioni impossibili” – Per affrontare la battaglia salvezza, il club ha pescato l’uomo giusto, quello abituato a trasformare le sabbie mobili in trampolini di lancio: Davide Falcone è il nuovo condottiero rossonero! Classe 1982, originario di San Demetrio Corone, Falcone è un vero e proprio specialista delle imprese disperate. Noto per la sua capacità di infondere grinta e mentalità vincente, ha già lasciato il segno in piazze calde come Cassano Sybaris e Juvenilia Roseto, dimostrando di saper ricostruire morale e risultati anche nelle situazioni più complesse. La sua nomina è la scommessa che l’Acri vuole ripartire, l’iniezione di coraggio necessaria per tirare fuori il massimo da una rosa che ha un potenziale ancora inespresso. A Falcone toccherà il compito arduo, ma stimolante, di rilanciare una squadra affamata di riscatto e di allontanare l’ombra della retrocessione. Il battesimo del fuoco per mister Falcone è già fissato e sarà subito un match, uno scontro diretto, ad alta tensione emotiva. Domenica prossima, l’Acri scenderà in campo contro il Cotronei in uno stadio, quello di casa il “Pasquale Castrovillari”, che si aspetta solo di tornare a esultare.
