Il girone di ritorno del Campionato di Promozione Calabrese (Girone A) si è aperto con un terremoto sportivo che ha scosso le fondamenta della classifica. Se qualcuno pensava a un avvio cauto, i risultati hanno raccontato una storia fatta di ribaltoni, crisi d’identità e colpi di scena al fotofinish. Il dato che balza agli occhi è il fattore campo che è stato letteralmente azzerato. Ben sei formazioni hanno espugnato i campi avversari, lasciando alle sole Cassano Sybaris e Campora la soddisfazione della vittoria davanti ai propri tifosi.

Il primo segnale di una giornata fuori dagli schemi era arrivato già nell’anticipo del sabato. Il Kratos Bisignano, squadra solida e difficile da scardinare, si è arresa sotto i colpi di un’Amantea in stato di grazia. I tirrenici, entrati in campo con la fame di chi deve salvare una stagione complicata, hanno letteralmente dominato la scena capaci di confezionare una tripletta d’autore che ha fissato il risultato sullo 0-3. Un successo che ha agito da scossa tellurica per l’intero weekend, aprendo la strada alla “domenica degli ospiti”.
La capolista PLM Morrone continua a guardare tutti dall’alto, ma il successo ottenuto sul campo dello Scalea ha il sapore del destino. È stata una partita di logoramento, con i padroni di casa arroccati in una difesa d’altri tempi e pronti a vendere cara la pelle. Quando il pareggio sembrava ormai scritto nel destino della gara, al 92’ ecco l’episodio che potrebbe cambiare la stagione. Un calcio di rigore contestato con il pallone che pesa come un macigno, ma la trasformazione di Pisani è impeccabile. Lo 0-1 finale permette alla Morrone di salire a 37 punti, dimostrando che per vincere i campionati serve anche quella dose di sofferenza e fortuna necessaria nei minuti di recupero.
Il Cassano Sybaris è l’unico dei “grandi” a non tradire in casa, il 2-0 all’Union Kroton permette di convalidare il secondo posto solitario sempre a -2 dalla vetta. Se da un lato per qualcuno può essere la sorpresa del torneo, i numeri degli ultimi anni dicono il contrario. La piazza spinge, e non poco, tecnico e giocatori anche.
Se la PLM Morrone ride, il Corigliano piange. Quella che doveva essere una stagione trionfale si sta trasformando in un calvario sportivo. La sconfitta interna contro il Mesoraca (1-3) è uno schiaffo durissimo alle ambizioni della piazza. Il Mesoraca ha giocato con la personalità delle grandi, evidenziando tutte le fragilità di una squadra, quella biancazzurra, che sembra aver smarrito la bussola. Le recriminazioni a fine gara sono tante, ma ora i numeri sono impietosi, 10 punti di distacco dalla capolista sono una voragine che somiglia tanto a una sentenza definitiva per le speranze di primato diretto. Il Corigliano resta fermo a 27 punti, ora tallonato da un folto gruppo di squadre, mentre il Mesoraca (33 punti) continua a cullare sogni di gloria.

In una giornata dominata dai “2” in schedina, spicca l’eccezione del Campora, capace di ribaltare l’Altomonte RC. Gli ospiti erano passati in vantaggio ma hanno commesso l’errore fatale di non chiuderlo o quantomeno gestire. Il Campora, con il cuore e la grinta, dopo appena quattro minuti ha prima pareggiato e poi, nel secondo tempo, in superiorità numerica, ha trovato il sorpasso (2-1), concedendosi anche un errore dal dischetto. Una “fame” diversa ha fatto la differenza e un epilogo rossoblù amaro che ha deluso dirigenti e tifosi dell’Altomonte RC.
Nelle altre gare, il Sersale continua la sua marcia d’alta quota andando a vincere 0-2 sul campo di un Rende che, sebbene oggetto di corposo restyling, resta sempre più in crisi d’identità. Il Bisignano sbanca di misura Acri (0-1), acuendo la crisi dei rossoneri, mentre il Rocca di Neto si aggiudica il derby crotonese contro il Cotronei (0-1), confermandosi squadra da trasferta estremamente temibile.