DILETTANTI IN CALABRIA: le ipotesi sui campionati

Prim’ancora di addentrarci nella discussione è necessario sottolineare che quanto si leggerà è solo un’ipotesi” fantasiosa.

Dopo la proposta formulata dalla LND alla FIGC –fortemente contestata, leggi qui– (far retrocedere direttamente quattro squadre senza disputa dei playout), in attesa della ratifica, le ipotesi delle conseguenze che porterà questa decisione sono state tante. Se per la Serie D deve determinarsi la FIGC, giova ricordare il particolare importante che le delegazioni regionali potranno decidere autonomamente il criterio da applicare per porre fine alla questione stagione 2019/2020. Indiscrezioni, per esempio, riportano l’orientamento del CR Umbria che sarebbe propenso allo stop delle retrocessioni (fonte). In Umbria sembra che linea guida è quella di cercare di aiutare le società. Non ci sarebbero dunque retrocessioni in alcun campionato, e le promozioni, in prima battuta, saranno riservate alle prime classificate. Discorso valido anche per i campionati giovanili. A completamento organico si andrebbe con i ripescaggi.
Sui criteri utilizzati per i ripescaggi c’è ancora da fare chiarezza: saranno validi quelli pubblicati ad ottobre o si terrà conto del merito sportivo della stagione appena conclusa?

Il nodo principale da sciogliere è proprio cercare di interpretare quali saranno i criteri che il CR Calabria potrebbe applicare. Per come riportato nel CU n. 114 del 27 gennaio 2020 inerente i CRITERI PER LA RETROCESSIONE E PROMOZIONE nei vari campionati (dall’Eccellenza alla terza ctg) sono stabilite tutte le modalità per promozioni e retrocessioni, tutto comunque a specchio per quanto accade nel Campionato Nazionale Dilettanti (serie D).

Premesso che il tutto è riconducibile al caso d’eccezionalità (l’evoluzione del covid-19) e nessuno sarebbe meritorio di una “retrocessione a tavolino” poiché la stagione è stata dichiarata conclusa con ancora in sospeso altre gare che avrebbero potuto realizzare altri risultati rispetto a quelli “cristallizzati”, perché pensare a retrocessioni? A differenza di promozioni per le prime in classifica, perché applicare sanzioni penalizzanti? Se già la grave crisi economica che ne deriverà porterà alla rinuncia di società nel continuare le proprie attività, è logico far perdere un titolo sportivo legato a tante comunità che potrebbero sfruttare la chance per ripartire dopo l’emergenza sanitaria ed economica?

Potrebbe essere tirato in ballo quanto contento nel CU n. 114 del 27 gennaio 2020, in cui l’unica a dover retrocedere direttamente sarebbe solo l’ultima in classifica oltre ad altre due, perdenti delle gare di playout. E senza la disputa chi può stabilire chi sarebbero state le perdenti? La palla di vetro che si vorrebbe usare per decretare le retrocessioni senza disputare le gare di play out dovrebbe allora essere usata anche per decretare le promozioni aggiuntive (ripescaggi) senza nessun altro criterio. L’azione di superare i playout con decisione secca dovrebbe essere usato, quindi, anche per i playoff.

Il principio più calzante nel contesto attuale potrebbe essere nel decidere con carattere dell’eccezionalità con incentivazioni (ripescaggi) anziché penalizzazioni (retrocessioni).

Poco importa che i prossimi tornei siano formati da un numero maggiore di quelle abituali. Se invece di sedici la contesa si allargasse a diciotto contendenti a chi nuocerebbe? Si potrebbero inserire due turni infrasettimanali oppure ridurre le vacanze natalizie o pasquali nel caso si voglia terminare la stagione per come negli altri anni o ancora allungare la stagione di due settimane.

L’eccezionalità del numero dei partecipanti potrebbe essere ricondotto alla normalità aumentando, nella prossima stagione, le retrocessioni dirette (almeno due) oltre alla ormai abituale disputa dei playout.

Le ipotesi che oggi si fanno, comunque, sono al netto di ogni altro problema che si potrebbe avere sul numero delle iscrizioni, tante saranno le difficoltà per continuare l’attività sportiva. Casi che saranno attentamente vagliate dal Direttivo Federale calabrese chiamato ad esprimersi nei prossimi giorni a una difficile scelta, cruciale per far ripartire la giostra già ferma per troppo tempo.

Si potrebbero considerare diverse IPOTESI, escludendo le retrocessioni in Calabria e premiando le prime in classifica, che di seguito illustriamo.


IPOTESI A: Ipotizzando la conferma della retrocessione di due squadre calabresi dalla Serie D e senza ripescaggio in Serie D

Analizzando lo stato di fatto ad oggi con la conferma delle quattro squadre da retrocedere dalla Serie D di cui due calabresi, assodato la promozione della prima in classifica, il campionato di Eccellenza si vedrebbe composto da diciannove organici (più tre rispetto a quelle che erano abitualmente), quelli di Promozioni con diciotto squadre in ognuno dei due gironi con la conseguenza di una “stagione lunga”.

Se così fosse, questo lo scenario che si potrebbe avere:

 


IPOTESI B: Ipotizzando la conferma della retrocessione di due squadre calabresi dalla Serie D e con ripescaggio in Serie D

Il ripescaggio di una squadra di Eccellenza in Serie D è direttamente legato a quanto dediderà la FIGC in merito alla proposta della LND, difficile ma non da escludere. Ipotesi che determinerebbe il Campionato di Eccellenza con diciotto protagoniste.


IPOTESI C: nessuna retrocessione di squadre calabresi dalla Serie D

Caso legato a quanto sta accadendo. Sempre più forti le proteste delle indiziate alla retrocessione, 31 società su 36 – 4 per i 9 gironi del CND – si sono coalizzate in un movimento che punta all’abolizione della decisione.

La composizione dei campionati potrebbe essere identica alle ipotesi A e B.


IPOTESI D: conferma della retrocessione di UNA squadra calabrese dalla Serie D e due ripescaggi dalla Promozione

In parziale accoglimento delle proteste del comitato di Serie D, la FIGC potrebbe optare per solo due dirette retrocessioni tra le quali potrebbe esserci una calabrese.

Confermando l’applicazione dei ripescaggi (una per ognuna dei gironi di Promozione), il campionato di Eccellenza sarebbe composto da venti squadre.


IPOTESI E: conferma della retrocessione di UNA squadra calabrese dalla Serie D e un ripescaggio dalla Promozione

Si tornerebbe alla riformulazione dei campionati cosi come nell’ipotesi A.


RIEPILGO: In tutte le ipotesi, se dovessero essere confermati gli orientamenti per l’annullamento delle retrocessioni e l’applicazione di ripescaggi, emerge un dato: aumenterebbero le partecipanti in ogni torneo. L’Eccellenza è l’unico torneo incerto in quanto a partecipanti (la composizione varierebbe tra diciotto e venti, da due a quattro in più), i due gironi di Promozione potrebbero essere composti da 18 partecipanti ciascuno (due in più, in totale trentasei invece di trantadue), i gironi A e B di Prima Ctg potrebbero essere composti da sedici squadre mentre C e D passerebbero a quindici (più tre in totale). La seconda Ctg aumenterebbe in totale di sette unità. Subirà riduzioni di partecipanti la Terza Ctg con un decremento di sedici squadre, conseguentemente l’abolizione di un girone (erano otto, passerebbero a sette).


E rimanendo nel campo delle ipotesi, sicuramente fantasiose sul futuro ma con elementi certi guardando al passato recente, se aumentassero il numero delle partecipanti nei campionati maggiori e se venissero confermate anche le quote di iscrizione, escludendo aiuti derivanti dai vari decreti a favore del calcio, confermando l’identico numero dei partecipanti, ci potrebbe essere un incremento notevole come totale incasso per la partecipazione, da un minimo di 36.600,00 euro a un massimo di 49.200,00 euro.

Troppi SE e troppi MA, l’auspicio più importante è riprendere le attività sperando che le proiezioni di “ritiro” di qualche società siano superate. L’effetto “ripescaggi” accompagnato magari da qualche aiuto economico istituzionale sarebbero una buona motivazione per ripresentarsi ai nastri di partenza. Il calcio classificato “minore” ha da sempre avuto ruolo sociale importante, frutto di sacrifici e passione. Un ridimensionamento pare necessario, attori e comprimari sono chiamati a un difficile compito ma giochi e proiezioni di fantasia a volte si materializzano. Per saperlo basta attendere, le determinazioni, dopo il 3 giugno, sono in fase di arrivo.

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