FINALE COPPA ITALIA ECCELLENZA PROMOZIONE: titolo al SAN LUCA, onore alla MORRONE

MORRONE (4-3-3): Bance; Mazzei, Novello, Bruno (16′ pt Pansera), D’Acri; Casella (14′ st Misuri), Nagore, Leta (29′ st Azzinnaro); Nicoletti (38′ st Granata), Ferraro (19′ st Trombino), Gueye. A disp.: Risoli, Barbieri, Colosimo, Pascuzzo. All.: Stranges

SAN LUCA (4-3-3): Callejo; Grillo, Maviglia, Dascoli, Arcuri (11′ st Lomartire); Martino (38′ st Mammoliti), Pitto, Siano (1′ pts Bruzzaniti); Romero, Lazzarini, Pelle (27′ st Criaco). A disp.: Caputo, Ferraro, Costanzo, Catania, Murdaca. All.: Figliomeni

ARBITRO: Zangara di Catanzaro

MARCATORI: 45′ pt Maviglia (S), 44′ st Nagore (M)

SEQUENZA RIGORI: Maviglia: gol; Nagore: gol; Pitto: gol; Azzinnaro: gol; Romero: gol; Trombino: parato; Mammoliti: gol; Gueye: gol;Martino: gol

NOTE: Spettatori circa 1000. Espulso al 9′ sts Lazzarini (S) per gioco violento. Ammoniti: Arcuri (S), Nagore (M), Maviglia (S), Criaco (S), Misuri (M), Mazzei (M). Angoli: 6-5 per il San Luca. Recupero: 2′ pt – 5′ st 


Una finale degna di tal nome che ha visto prevalere il San Luca soltanto dopo i calci di rigore. La Morrone ha riacciuffato il match nei tempi regolamentari, poi ha spinto nei supplementari alla ricerca del gol che sarebbe valso la Coppa Italia. Soltanto la lotteria più famigerata del calcio ha impedito ai granata di sollevare un altro trofeo che probabilmente sarebbe stato anche meritato. Nagore ad un solo giro d’orologio dal gong aveva realizzato l’1-1, pareggiando la zuccata di Maviglia. Gli applausi dei tanti sostenitori giallorossi giunti al D’Ippolito certificano ancora una volta la qualità del gioco espresso da Novello e compagni. L’unica cosa su cui non si può essere in disaccordo.

LE SCELTE.Stranges è senza Bacilieri e De Luca: in difesa deve fare di necessità virtù. Novello si stringe al fianco di Bruno e sulle corsie lascia spazio a Mazzei e D’Acri. A centrocampo Nagore agisce in cabina di regia, mentre Casella e Leta giostrano ai suoi lati. Il tridente è formato da Nicoletti, Ferraro e Gueye. Figliomeni conferma il 4-3-3 che lo ha portato con merito in testa alla classifica di Eccellenza e si affida all’estro del centravanti argentino Lazzarini.

BRUNO KO. Il terreno è pesante e l’acqua viene giù senza alcuna soluzione di continuità. Per la Morrone, però, inizia a piovere sul bagnato quando Bruno alza bandiera bianca dopo appena 18’. Un fastidio muscolare priva la squadra del terzo centrale su quattro della retroguardia. Pansera, subentrato dalla panchina, alla fine risulterà comunque uno dei migliori. La gara è maschia, in mezzo si gioca pallone su pallone e a prevalere sono spesso i muscoli. Tiri in porta pochi, da un lato ci prova Martino, dall’altro Gueye senza indovinare lo specchio. Il vantaggio dei reggini si registra proprio allo scadere del tempo. E’ Maviglia con un colpo di testa a capitalizzare una punizione concessa generosamente dal direttore di gara e calciata dalla trequarti.

MORRONE MAI DOMA. Rientrati dagli spogliatoi è un monologo degli uomini di Stranges. L’ingresso di Misuri per Casella alza il tasso tecnico dalla cintola in su. Anche Trombino mostra di possedere una tecnica individuale niente male. Di testa sfiora il pari su un calcio franco di Mazzei, ma in generale riesce a creare scompiglio dialogando con i compagni. Entra anche Granata, lo storico capitano di mille battaglie, e propizia la rasoiata di Nagore dal limite. Il cross del terzino, però, è da categoria superiore.

CALLEJO DECISIVO. Si va ai supplementari e il copione non cambia: sono i ragazzi di Stranges a cercare di portarsi a Cosenza la Coppa. L’occasione arriva al minuto 8 della prima frazione. Trombino viene atterrato al limite dell’area, chiede di incaricarsi della battuta e disegna una parabola mortifera. Il volo plastico di Callejo vale quanto un gol, tanto che tutti i suoi compagni corrono ad abbracciarlo. La Morrone spinge, stazione con costanza nella metà campo avversaria e non concede ripartenze. Lazzarini si fa cacciare per un fallo di frustrazione su Novello, ma Figliomeni si mette a cinque dietro e chiude i varchi. Ai rigori il duello si ripete: Callejo compie un secondo miracolo su Trombino e il San Luca alza la Coppa Italia al cielo.

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