Dallo Snowboardcross arriva l’ottava medaglia italiana ai Giochi Olimpici di Pechino. Bronzo speciale per Visentin. Lollobrigida solo quarta nel pattinaggio di velocità. Per la storia del giorno, vi portiamo a conoscere la volontaria italiana Helena.

di Pasquale Golia

Nel sesto giorno di gare arriva l’ottava medaglia per la spedizione italiana ai Giochi Olimpici di Pechino 2022, otto in ben sette discipline diverse. L’unica medaglia della giornata ha il colore del bronzo ed arriva dallo Snowboardcross con il 32enne Omar Visentin. Non basta il record italiano, invece, a Francesca Lollobrigida per conquistare un’altra medaglia nel pattinaggio di velocità 5000m. Alla fine chiude quarta ma migliorando il suo personale di oltre 10′. Niente da fare per gli azzurri. La Germania trionfa con 3:03.406 davanti a Austria (dietro di appena 80 millesimi) e Lettonia. Quinta l’Italia dietro alla Russia.

VISENTIN ED IL BRONZO DEL RISCATTO E VOLONTA’  A Zhangjiakou, Omar Visintin conquista un meraviglioso bronzo nello snowboardcross, prima medaglia maschile per l’Italia nella specialità. Un giorno dopo la delusione per l’uscita in semifinale di Michela Moioli, tocca al 32enne altoatesino dare alle tavole azzurre un podio che dà consistenza alla spedizione, e che nella notte tra venerdì e sabato potrebbe ripetersi nella gara a squadre, dove i due azzurri saranno schierati insieme. L’oro è andato all’austriaco Alessandro Haemmerle, davanti al canadese Eliot Grondin. I due hanno dominato la big final a quattro; Visintin, partito in ritardo, è stato bravissimo a recuperare sull’altro austriaco, Julian Lueftner, superandolo in una curva e andandosi a prendere la medaglia. E pensare che Visintin poco più di due mesi fa aveva subito un grave infortunio al gomito sinistro, che l’aveva tenuto lontano dalle gare per un mese e l’aveva fatto rientrare soltanto a fine gennaio a Cortina. “La aspetto da un po’ di tempo questa medaglia –  ha spiegato  l’azzurro – È la mia terza Olimpiade, ero consapevole di poter fare podio e finalmente ci sono riuscito. A Montafon a inizio dicembre ho subito un trauma cranico e la lussazione gomito sinistro con rottura di un legamento e in quel momento la prima preoccupazione era che volevo venire a gareggiare qui. Qualche giorno dopo i dottori mi dissero che per Pechino sarei stato a posto e allora mi sono tranquillizzato. Ho saltato gare e allenamenti, ma la cosa importante era riprendersi. Sono arrivato con un braccio che non era ok al cento per cento, ma per gareggiare bastava. Una volta in gara non penso più al braccio, la sola cosa che conta è andare forte”.

LOLLOBRIGIDA QUARTA MA CON UN PIENO DI FIDUCIA   La romana chiude al quarto posto nei 5000 metri, distante dal bronzo per appena 1”67. L’azzurra si prende comunque il record italiano. Aveva detto alla vigilia che avrebbe fatto i 5000 solo per allenarsi in vista della mass start, invece è riuscita a sfiorare il podio, segno di una grande forma. Nell’ultima serie l’azzurra – argento nei 3000 – è opposta all’immensa Irene Schouten, che porta a casa il secondo oro della sua spedizione in terra cinese. Dopo i 3000, l’olandese si impone anche sui 5 chilometri bloccando le lancette a 6’43”51, nuovo record olimpico migliorato dopo 20 anni. L’argento finisce al collo della canadese Isabelle Weidemann, che sale di un gradino rispetto ai 3000, staccata di 4”67 dalla vincitrice. Storica medaglia di bronzo per la ceca Martina Sablikova, capace di salire per la quarta edizione di fila sul podio della specialità.  “Il quarto posto brucia – ha  spiegato  l’azzurra – ma posso dire che davanti a me sono arrivate atlete che hanno nelle gambe più gare sui 5000 di me. Io in questa stagione li avevo corsi una sola volta. In passato li facevo giusto per farli, non mi reputo una specialista, però il duro lavoro ha pagato, perché 6’51” significa andare forte. Un po’ però rosico in quanto il podio stava là”. Ora si stacca (“Andrò a Casa Italia per godermi un po’ la medaglia d’argento dei 3000”), poi sotto a pensare alla mass start in programma sabato 19: “Correrò da sola contro due olandesi, due canadesi, due giapponesi, mi dovrò inventare la tattica giusta”.

HELENA LA VOLONTARIA ITALIANA E LA SUA EMOZIONE AI GIOCHI OLIMPICI La vera anima dei Giochi Olimpici, per lo meno per noi media accreditati, sono i volontari, ragazzi e ragazze che per 2-3 settimane regalano sorrisi, informazioni ed aiuto concreto a tanti di noi in difficoltà tra bus, tamponi ed App in terra cinese. Alla Cerimonia d’apertura ha preso parte anche una giovane ragazza italiana, mamma cinese e papà italianissimo che avevo incrociato all’ingresso dello stadio nel giorno della cerimonia d’apertura. Lei è una studentessa 22enne all’Arts and Design Academy della Tsinghua University, per così dire a metà. Si Helena, l’abbiamo incontrata al Main Media Center e ci ha raccontato la sua storia.Sono stata selezionata dopo essere stata  segnalata al Comitato Organizzatore – ci ha spiegato –  dai miei insegnanti Questa è la prima volta che faccio volontariato per un evento su larga scala”.  All’epoca dei Giochi Olimpici Estivi di Pechino 2008, Helena era ancora giovane e non sapeva molto della cultura cinese. Al giorno d’oggi, la cultura cinese attira sempre più l’attenzione degli stranieri. “Sempre più persone amano la cultura cinese – ci ha spiegato – credo che le Olimpiadi invernali di Pechino, che sono piene di elementi culturali cinesi, conquisteranno il favore di persone in tutto il mondo“. Inoltre, Helena ha acquisito maggiore comprensione e pratica degli sport sul ghiaccio e sulla neve. “Dato che sono cresciuta a Guangzhou, una città del sud della Cina, vedo raramente la neve quando ero giovane. Tsinghua ha organizzato per noi alcune attività di pattinaggio sul ghiaccio e abbiamo lentamente scoperto il divertimento e lo adoriamo“, ha detto. Come molte persone, Helena ha sentito profondamente i cambiamenti apportati dai preparativi per le Olimpiadi invernali. In Cina, più di 300 milioni di persone hanno praticato gli sport sul ghiaccio e sulla neve da quando Pechino, insieme a Zhangjiakou, ha vinto la gara nel 2015 per ospitare i Giochi invernali del 2022. “Negli ultimi anni, gli sport cinesi sul ghiaccio e sulla neve sono diventati gradualmente popolari, in particolare tra i giovani. Ora puoi vedere spesso i cinesi sciare o pattinare” ha detto Helena. Sulla cerimonia d’apertura, Helena non ha dubbi: ” Considerata l’epoca di pandemia ed i timori della vigilia credo sia andata molto meglio di quanto ci aspettassimo“.